ANTROPOLOGIA E ALIMENTAZIONE
L'Antropologia
(dal greco antropologia, composto
da antropos‚, anthropos
= "uomo" e logos, logos
nel senso di "studio") è¨ una scienza sociale
che studia l'uomo in tutti i suoi aspetti, sia sociali
e culturali che fisici. Il concetto centrale dell'antropologia
è quello di cultura e l'universale capacità
degli esseri umani di concepire il mondo attraverso simboli,
di insegnare e apprendere tali simboli e di trasformare
il mondo esterno e noi stessi tramite essi (da Wikipedia
).
L'antropologia dell'alimentazione si interessa alle pratiche
che vertono sul cibo nelle diverse culture mondiali, con
attenzione alla preparazione, produzione, consumo e storia
dei cibi. In questo l'antropolgia si pone come strumento
fondamentale per capire il reale attraverso il cibo. Infatti
se il giungere al cibo è comune a tutte le civiltà ,
i gusti, le preferenze, i miti variano da cultura a cultura.
"...occuparsi di cibo significa porsi in un punto di osservazione
particolarmente felice, in un crocevia che consente di
guardare con insolita chiarezza agli ambiti più
diversi della vita dell'uomo, e di comprenderne i rapporti".
Non va dimenticato inoltre la notevole sovrapposizione
culturale tra alimentazione e salute. "Il cibo in tutte
le società , fin da quelle primitive, ha sempre
avuto anche una funzione terapeutica, una componente farmacopeica
nell'immaginario collettivo".
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food, in Buono, Pulito e Giusto, molto mirabilmente definisce cosa nei secoli ha rappresentato e rappresenta il ruolo del cibo, "...un farmaco, un modo per curare e guarire".
Il comportamento dell'essere umano nel definire, interpretare,
rappresentare, trasformare il cibo ha da sempre seguito
l'evoluzione e la mitologia umana; quando l'uomo prepara
i suoi pasti poi, a differenza degli animali, mette in
atto tecnologie più o meno sofisticate, il fuoco,..
Può esistere una corretta alimentazione? la risposta
è di difficile formulazione, ma la lunga storia
del cibo ci riporta costantemente al concetto di semplice
e coerente con il territorio, gli usi e le tradizioni.
Nel Medioevo il popolo si nutriva di cibi poveri (legumi,
verdure...) e crudi, mentre il Signore usava cuocere (arrosti.....)
con differenti riscontri di patologia.
Ancora oggi sappiamo quanto i cibi cotti possono essere
nocivi (ma il cotto è trasponibile agli additivi,
agli OGM e quant'altro di diverso la tradizione ci fornisce),
mentre tutte le indicazioni di prevenzione suggeriscono
almeno 5 razioni di frutta e verdura cruda nel corso della
giornta.
Quanto ricordato lo possiamo applicare e riscontrare quotidianamente
nei principi alimentari suggeriti dalla
Dr.ssa Kousmine.
|