Le patologie

Le patologie che possono trarre benefico dal Metodo Kousmine
La sclerosi multipla
La sclerosi multipla (o sclerosi a placche) è una sindrome clinica caratterizzata da una perturbazione progressiva del sistema nervoso. Colpisce prevalentemente i giovani (è più rara nell’infanzia e in età avanzata). Non è diffusa ugualmente in ogni parte del mondo: vi sono zone ad alto rischio (30 o più casi per 100.000 abitanti) come la Gran Bretagna e i paesi Scandinavi, ma anche Stati Uniti a Nord del 45° parallelo e Israele; a medio rischio (da 5 a 25 casi) come l’Italia (ma la Sardegna, con più di 45 casi è ad alto rischio) e zone a basso rischio (sotto i 5 casi) come i paesi asiatici (in Giappone è pressoché sconosciuta).

Indice mondiale di rischio Sclerosi Multipla

Appare quindi come una malattia dei paesi freddi, ma con eccezioni. Colpisce maggiormente le donne, con un rapporto rispetto agli uomini di 3 a 2.

Le lesioni anatomiche attaccano e distruggono lo strato di mielina che circonda i nervi: è quindi considerata una malattia demielinizzante. Le placche corrispondono alle zone di distruzione del sistema nervoso ed hanno una distribuzione variabile: a livello del cervello e del bulbo rachideo, con conseguenti disturbi funzionali a seconda della zona colpita.
Le cause della malattia sono ancora ignote: si sono ipotizzati fattori virali, fattori ereditari, fattori alimentari e, soprattutto, fattori autoimmuni. Recenti studi hanno evidenziato un legame con un’eccessiva perossidazione dei lipidi. Qui di seguito diamo una sintesi ragionata delle ipotesi più recenti.

Cause ipotizzate per la sclerosi multipla

Infezioni virali

Alcuni virus sono responsabili negli animali e nell’uomo di patologie demielinizzanti simili alla SM, ad es. l’encefalomielite postinfettiva o la leucoencefalopatia multifocale progressiva o poche altre provocano o una diretta distruzione della mielina o una distruzione secondaria, dovuta ad una reazione autoimmune. Sospettati sono anche i virus del morbillo, della rosolia, degli orecchioni o di certe forme di influenza. Il virus sospettato di un rapporto più significativo con la SM è il virus dell’Herpes umana HHV-6: gli studi del Dr. Glenna Burmer (Proceedings of the National Academy of Sciences = PNAS) hanno evidenziato la presenza del virus negli oligodendrociti (le cellule che originano e mantengono la mielina) in 12/15 di ammalati di SM, mentre era assente nei 45 esaminati non affetti da SM. Non è possibile ancora dire se questo evidenzia un rapporto di causa/effetto: occorrono ulteriori studi.

Fattori ereditari

Si sono constatate presenze maggiori della malattia in alcune razze (e la quasi totale inesistenza presso altre: esquimesi, polinesiani, asiatici…) e gli studi sui gemelli hanno evidenziato un tasso di concordanza negli omozigoti del 26% (contro solo il 2,5 degli eterozigoti). Non si tratta probabilmente di ereditarietà diretta, ma di aumento (comunque non indifferente) del fattore di rischio.

Fattori alimentari

I tentativi di spiegazione legati alla frequenza in alcune razze, sono spiegabili, invece che da fattori genetici, dalle abitudini alimentari. In effetti i figli degli emigranti da paesi a basso rischio a paesi ad alto rischio (per esempio i giapponesi emigrati negli USA) hanno nel giro di un paio di generazioni lo stesso rischio degli abitanti del posto. Fattori ambientali o abitudini alimentari assunte? Il fatto che in un paese ad alto richio come la Norvegia, le popolazioni di marinai della costa, che consumano molto pesce, abbiano un’incidenza molto minore della malattia degli abitanti delle fattorie dell’interno, consumatori di prodotti caseari, sembra indicare un’incidenza del regime alimentare. Come il caso del Giappone, paese con un clima come il nostro, ma dove la malattia è quasi sconosciuta, che consuma molto pesce, anche crudo, e molti semi oliginosi e alghe.

Fattori autoimmuni

In laboratorio si è potuta creare una sindrome simile alla SM immunizzando animali contro la loro mielina. Però le analisi sugli ammalati di SM non hanno evidenziato questa autoimmunizzazione specifica. Se esiste, è legata ad un antigene ancora sconosciuto, anche se turbe immunitarie presenti negli ammalati di SM sembrano confermare l’origine autoimmune della malattia. Alcune ricerche recenti cominciano ad evidenziare anticorpi specifici per la SM, diversi nella forma progressiva e in quella a poussé.

Perossidazione eccessiva dei lipidi

Numerosi studi recenti hanno evidenziato che esiste negli ammalti di SM un’attività ridotta di un enzima, il GSH-Px (glutatione-perossidasi), la cui carenza nei globuli rossi e nei globuli bianchi provoca un anomalo metabolismo ossidativo dei carboidrati e una diminuita difesa contro i radicali liberi. La mielina diviene particolarmente sensibile a fenomeni di perossidazione dei lipidi. Questo abbassamento di attività del GSH-Px è oggi messo in relazione con fattori genetici.

Danni alla barriera encefalica

È un ulteriore causa legata ai fattori autoimmuni e ne è probabilmente il punto di partenza. Un danno alla barriera emato-encefalica permetterebbe il passaggio nel sistema nervoso centrale di leucociti T, sensibilizzati verso particolari antigeni della mielina (sequenza proteica 84-102 della proteina basica della mielina). Gli antigeni verrebbero poi aggrediti nel corso dei processi infiammatori, con la liberazione di citochine e di fattori chemiotattici da parte degli stessi linfociti, con un processo ciclico autoperpetuantesi. Il processo, che coinvolge leucociti T helper (CD4+) e leucociti B, è troppo complesso per descriverlo qui: ma dà inizio ad una reazione immunitaria che condurrebbe al processo di demielinizzazione.

Elementi di terapia

La terapia della sclerosi multipla è quella classica kousminiana, con la pratica accurata dei quattro pilastri del metodo, come è esposta anche in queste pagine. Ciò che è importante, in una malattia così insidiosa e invalidante, è che il metodo venga praticato nella sua integralità.

Possiamo affermare, dopo aver seguito in questi anni un numero molto alto di malati, che il metodo è efficace in modo superiore alle nostre attese iniziali. Sono ben pochi gli affetti da SM seguiti da noi attraverso i corsi e l’assistenza dei medici kousminiani che non hanno avuto giovamento dal metodo: praticamente solo casi di sclerosi multipla progressiva cronica.

Mettiamo in guardia però da un “fai-da-te” che si illuda di fare a meno dell’assistenza di un vero medico kousminiano. Il libro della nostra associazione non è quasi mai sufficiente ad un’applicazione completa e sicura del metodo. Proprio nei casi di SM occorre l’aiuto degli integratori (e, nei casi più gravi dell’immunomodulazione), costanza nella pratica del regime alimentare, del controllo dell’acidità e dell’igiene intestinale. In molti casi occorre anche la rimozione delle amalgame dentarie, da effettuare però solo dopo il controllo di un medico dentista esperto del problema.

Il metodo Kousmine diventa un metodo di autoterapia solo dopo molti mesi quando oramai il medico kousmine che ci segue ha potuto riportare l’equilibrio nelle migliori condizioni possibili. Solo allora la dieta e gli altri pilastri saranno l’unica via da seguire.

È importante affrontare anche gli aspetti psicologici, per giungere ad una vera serenità di vita.
È un aspetto sottovalutato: ma in troppi casi di nostri malati abbiamo visto una relazione significativa tra traumi psichici e attacchi di SM.

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